La biodiversità è l’intera variabilità delle forme di vita o varietà degli organismi.”
(Wilson, 1992)
Per
diversità biologica
si intende la
variabilità tra gli organismi viventi
da tutte le fonti, comprese, tra l'altro, terrestri, marine e altri ecosistemi acquatici e i complessi ecologici che li compongono in parte; ciò include la diversità all'interno delle specie, tra le specie e tra le specie ecosistemi”.
(UNEP, 1992)
Biodiversità ed ecosistemi sono le fondamenta della vita sulla Terra e contribuiscono al benessere dell’uomo in modo fondamentale alla nutrizione e alla salute con:
La biodiversità culturale e quella naturale sono la base dell’agrobiodiversità: essa è tutelata dalle pratiche colturali tradizionali. Queste pratiche fanno inoltre un uso sostenibile a lungo termine delle risorse naturali e dell’ambiente, aumentando la produttività e garantendo sicurezza e sovranità alimentare.
Gran parte dei nostri riti, ritmi sociali, sapere orale, letteratura, canzoni, poesia e manifestazioni religiose sono legati direttamente alle attività agricole. Quindi la biodiversità culturale rappresenta il ponte tra le scienze naturali e sociali e permette una conoscenza più integrata del funzionamento della vita sulla Terra.
“L’agrobiodiversità si riferisce alla varietà e variabilità degli animali, piante e microrganismi sulla terra che sono importanti per il cibo e agricoltura e che risultano dall'interazione tra il ambiente, risorse genetiche e sistemi di gestione e pratiche utilizzate dalle persone.
La
conoscenza
e la
cultura locale
possono quindi essere considerate come
parte integrante parti dell’agrobiodiversità, perché è l’attività umana dell’agricoltura che modella e conserva questa biodiversità”
(FAO, 1999)
GRFA
Quando si parla di risorse genetiche per il cibo e l’agricoltura (GRFA) ci si riferisce alla biodiversità a seguito del rapporto di co-evoluzione uomo-natura, e dunque occorre ricordare che esse sono parte integrante dell’identità culturale delle persone. Esse sono fondamentali per la creazione di un’agricoltura sostenibile e per la sicurezza alimentare, dato che forniscono gran parte del nutrimento dell’umanità.
Ebbene, le stiamo perdendo a un ritmo allarmante. Si stima che, da quando ha iniziato a svilupparsi l’agricoltura, circa 15000 anni fa, circa 10000 specie fossero usate per l’alimentazione umana. Oggi non più di 120 specie coltivate forniscono il 90% del cibo umano ricavato dalle piante e solo quattro specie di piante (patata, riso, mais, frumento) e tre di animali (bovini, suini, polli) forniscono più del 50% di tutto il cibo dell’uomo.
Nell’ambito delle specie alimentari principali si è verificata nell’ultimo secolo una perdita gravissima di diversità genetica: centinaia di migliaia di varietà di piante e razze animali, presenti per generazioni nei campi degli agricoltori, sono state sostituite da un piccolo numero di varietà commerciali moderne fortemente uniformi. Si stima che il 97% delle varietà di vegetali che erano disponibili nel 1900 siano oggi estinte (Buiatti et al. 2010).
Dal dopoguerra, si è assistito all’introduzione di varietà migliorate, certificate e ibridi rispondenti a criteri di maggior produzione, omologati in termini colturali e dipendenti dall’uso di prodotti chimici e petrolchimici e di attrezzature e macchinari sempre più moderni. Anche le razze animali selezionate per produrre di più e in contesti di allevamento intensivo, hanno sostituito le razze locali. I diversi sistemi di produzione alimentare a livello locale sono in pericolo, comprese le conoscenze locali, la cultura e le competenze delle donne e degli agricoltori. Con la scomparsa delle specie, varietà e razze raccolte, scompare anche un’ampia gamma di specie non raccolte (FAO, 1999).
Agrobiodiversità
Obiettivi
La biodiversità costituisce i fondamenti dell’esistenza umana e contribuiscono in vari modi al benessere dell’individuo ed è un’importante componente per garantire la resilienza dei sistemi biologici: favorisce la capacità di adattamento a fronte dei cambiamenti.
Obiettivi
La perdita della Biodiversità
In agricoltura la resilienza risulta essenziale per far fronte ai cambiamenti climatici in corso.
Tuttavia, la biodiversità è in uno stato di declino in tutto il mondo. I fattori chiave che contribuiscono alla perdita di biodiversità sono le pratiche insostenibili di allevamento, la pesca e il disboscamento responsabili, fra l’altro, del consumo delle risorse naturali, della perdita e della frammentazione degli habitat, del deterioramento del suolo e dell’inquinamento acquatico, atmosferico e genetico. Anche il cambiamento climatico globale minaccia la biodiversità, modificando gli habitat e modificando gli equilibri delle specie chiave, mentre la gamma ristretta di prodotti commercializzati da agricoltura, dalla silvicoltura e dalla pesca rende gli ecosistemi più vulnerabili.
In questo mutato scenario globale, la
conservazione della biodiversità, il restauro e la
protezione degli
ecosistemi devono diventare priorità chiare. Tali sforzi, che dovrebbero essere considerati come un investimento, richiedono cambiamenti fondamentali nei modelli e nelle pratiche di sviluppo economico in tutto il mondo come parte di un più ampio sforzo per garantire la sostenibilità.
Biodiversità
I sistemi agroalimentari moderni si sono sviluppati intorno ad una visione di efficienza basata su uniformità, specializzazione produttiva e monocolture, a scapito della diversità e quindi di adattabilità e sostenibilità nel tempo.
Il modo migliore di conservare, quando si ragiona di piante coltivate o animali allevati, è utilizzare: è interessante infatti notare che la causa principale della perdita delle risorse genetiche per il cibo e l’agricoltura sembra essere più la sotto-utilizzazione che uno sfruttamento eccessivo.
La conservazione e valorizzazione della biodiversità richiede lo sviluppo di
governance
a livello globale, nazionale e locale
(Buiatti et al. 2010).
Bibliografia citata
Politiche alimentari e sostenibilità
Buiatti M., Esquinas-Alcázar J., Lazzerini G., Merante P., Migliorini P. (2010). Biodiversità ed ecosistemi. In: AAVV. Politiche alimentari e sostenibilità. SlowFood
United Nations Environment Programme (1992). Convention on biological diversity, June 1992. https://wedocs.unep.org/20.500.11822/8340.
FAO. 1999a. Agricultural Biodiversity, Multifunctional Character of Agriculture and Land Conference, Background Paper 1. Maastricht, Netherlands. September 1999.
International Assessment of Agricultural Knowledge, Science and Technology for Development, 2009
Wilson E.O., 1992. The Diversity of Life. Harvard University Press, Cambridge, MA. ISBN: 0-674-21298-3.