Le varietà di mais e le loro caratteristiche.
Descrizione
Nel corso dei secoli, grazie al lavoro di selezione empirica portato avanti dai contadini nei diversi areali di produzione, si sono diversificate/evolute molte varietà locali di mais, distinguendosi per altezza, durata del ciclo, capacità di sfruttare al meglio la fertilità del suolo o, al contrario, di dare un prodotto apprezzabile seppur in condizioni avverse.
Oggi rimangono pochi rappresentanti di quelle numerose varietà diffuse fino agli anni '50 del 1900, diversi tra loro in particolare per la forma ed il colore della spiga e della cariosside o per la lunghezza del ciclo.
Le varietà di mais a impollinazione libera sono caratterizzate da una grande variabilità genetica, il polline prodotto dall'infiorescenza maschile può volare a centinaia di metri prima di posarsi su un'infiorescenza femminile.
Le varietà di mais piemontesi iscritte al Registro delle Varietà da Conservazione
La conservazione delle varietà di mais è stata portata avanti nei secoli da agricoltori e appassionati che le hanno preservate dalla scomparsa.
L ’Associazione Produttori Antichi Mais Piemontesi, nata nel 2004 per sostenere attività di tutela e valorizzazione, forma i propri soci attraverso la collaborazione e condivisione con Istituzioni ed Enti di ricerca. Questa collaborazione continua ha permesso di realizzare numerose attività di ricerca finanziate negli ultimi 20 anni al fine di osservare e studiare le risorse genetiche presenti su territorio piemontese. Le varietà locali di mais su cui le attività sperimentali si sono concentrate sono sette, iscritte nel 2006 nel Registro Nazionale come Varietà da Conservazione, Pignoletto giallo, Pignoletto rosso, Ottofile giallo, Ottofile rosso, Ottofile bianco, Nostrano dell’isola, Ostenga.
Le farine ottenute dalle sette varietà di mais piemontesi sono riconosciute tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Piemonte (PAT) e incluse nel Paniere dei Prodotti Tipici della Provincia di Torino.
Modalità di conservazione ex situ
Un nucleo di semi viene selezionato, disidratato (fino al 5% di contenuto di acqua) e chiuso in sacchetti multistrato di alluminio e polietilene, termosaldati sotto vuoto.
La conservazione viene effettuata in locali climatizzati alla temperatura di – 18°C presso la Banca del Germoplasma istituita presso il DISAFA, Unità Genetica agraria, dell'Università di Torino.
Varietà