Agrobiodiversità


Biodiversità


Il coinvolgimento delle comunità locali per un futuro sostenibile e prospero

Il coinvolgimento delle comunità locali nel processo decisionale è un punto cruciale. Gli accordi internazionali possono essere attuati solo a livello locale. Vi è la necessità urgente di favorire approcci agroecologici locali che riconoscano i diritti degli agricoltori e il ruolo chiave delle donne. 

Quando gli agricoltori locali soddisfano la domanda locale, le economie locali possono prosperare.

Le quattro grandi categorie coinvolte sono gli agricoltori e i produttori, gli educatori e ricercatori, i consumatori e attivisti, i politici e le autorità locali. Le nuove politiche alimentari dovrebbero favorire comportamenti virtuosi da parte di ognuna di esse.

Call for action / Cosa posso fare io?


Educatore e

Ricercatore 

Gli educatori e i ricercatori possono costituire il legame tra gli agricoltori e i consumatori.

L’educazione può essere svolta a tutti i livelli, dalle scuole elementari alle superiori, con discipline specifiche o concetti comuni alle varie discipline.

Ecco alcuni modi che gli educatori possono usare per creare questo legame e porre le basi per un’alleanza tra produttori e consumatori:

  • Fornire le informazioni sulla portata della perdita della biodiversità e le ripercussioni di tale perdita;
  • Valorizzare la diversità nelle comunità locali con dimostrazioni, mostre e attraverso i media locali;
  • Incoraggiare i cuochi a preparare pasti con prodotti locali;
  • Incoraggiare gli agricoltori ad adottare pratiche che favoriscano la biodiversità;
  • Documentare le tradizioni alimentari locali attraverso storie orali e altri mezzi;
  • Incoraggiare una visione critica del sistema alimentare in modo da formare consumatori consapevoli;
  • Difendere la biodiversità locale in quanto parte dell’identità locale.
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Agricoltore e Produttore

I produttori devono essere incoraggiati a promuovere l’agrobiodiversità e la diversità culturale.

Queste alcune delle azioni raccomandate:

  • Incoraggiare la diversità delle colture e l’uso di varietà locali;
  • Lasciare aree per la vegetazione indigena e le foreste riparie, che svolgono un ruolo importante nella conservazione dell’acqua dolce;
  • Selezionare e autoprodurre le sementi;
  • Coltivare varietà locali e introdurre specie rare o in pericolo di estinzione;
  • Recuperare le sementi e scambiarle nel quadro di un Fondo sementi degli agricoltori;
  • Inserire infrastrutture ecologiche (siepi, strisce inerbite, boschetti...) divisorie dei campi;
  • Valorizzare il sapere locale, tutelare i depositari di questo sapere e fare in modo che esso sia trasmesso alle generazioni future;
  • Facilitare l’accesso delle popolazioni locali ai prodotti e ai servizi specifici della regione;
  • Coinvolgere i produttori nel processo decisionale;
  • Garantire l’accesso alle risorse naturali a livello locale.
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Attivista e Consumatore

Anche i consumatori hanno un ruolo importante nella crescita della biodiversità a livello locale.

Possono fare quanto segue:

  • Cucinare specie vegetali e animali locali;
  • Seguire conferenze, vedere film e mostre sulle tradizioni alimentari locali;
  • Imparare a cucinare piatti che fanno parte della cucina regionale;
  • Partecipare agli scambi di semi e coltivare piante native in casa;
  • Fare la spesa direttamente alla fattoria o nei farmers’ markets;
  • Incoraggiare e sostenere progetti di gestione delle risorse con le autorità locali.
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Politico e Ente pubblico

La governance a livello locale

Le autorità locali svolgono un ruolo cruciale nell’introdurre cambiamenti a livello locale. Ecco alcune delle loro responsabilità:

  • Creare processi partecipativi, sostenere un approccio integrato e trasparente nel processo decisionale, alimentare l’impegno e la partecipazione delle comunità locali;
  • Favorire l’educazione e la formazione degli agricoltori sui modi per conservare la biodiversità negli ambienti agricoli;
  • Individuare e proteggere le aree che costituiscono centri importanti di diversità culturale o biologica;
  • Sostenere i programmi di ricerca e sviluppo locali degli agricoltori che cercano un modo per attuare la sostenibilità con vari mezzi, per esempio sistemi colturali con basso input, energia rinnovabile e controllo biologico degli organismi nocivi;
  • Istituire un sistema di monitoraggio e documentazione dello status della biodiversità;
  • Incentivare le iniziative locali sulla biodiversità, sia dei prodotti sia delle sementi e razze tradizionali (mercati, fiere, mostre, progetti specifici a supporto dei produttori).

La governance a livello nazionale

Per quanto riguarda la governance a livello nazionale, i governi hanno la responsabilità della biodiversità dei singoli Paesi. I governi nazionali dovrebbero, dunque, operare per:

  • Accelerare l’attuazione, coerente e sinergica, a livello nazionale di quanto previsto dagli accordi internazionali sulla biodiversità (per esempio CBD e ITPGRFA);
  • Riformare le politiche pubbliche attuali che favoriscono il degrado della biodiversità (a livello degli ecosistemi forestali, marini o in agricoltura), anche riconsiderando i sussidi economici che hanno conseguenze negative sulla biodiversità (cfr. il capitolo su Leggi, diritti e politiche);
  • Sostenere l’agricoltura biologica, le pratiche agroecologiche e, più in generale, un’agricoltura più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale;
  • Favorire la partecipazione dei portatori di interesse;
  • Incorporare la conservazione della biodiversità nella gestione delle risorse biologiche;
  • Includere la conservazione della biodiversità nel processo di pianificazione nazionale e sostenere le iniziative in questo senso del settore privato;
  • Favorire la ricerca e alla formazione sull’agrobiodiversità;
  • Inserire la biodiversità agricola come punto essenziale della Ricchezza delle Nazioni13.

La governance a livello globale

Se si vuole fare fronte alle sfide della sicurezza alimentare e del cambiamento climatico, la conservazione della biodiversità è una priorità assoluta. A livello globale  esistono vari approcci di governance per promuoverla:

  • Adottare un approccio integrato alla conservazione della biodiversità, utilizzando strumenti economici, legislativi e tecnici.
  • Intensificare la cooperazione e il coordinamento internazionali tra i portatori di interessi, tra cui legislatori, scienziati, società civile, agricoltori, organizzazioni dei consumatori e così via.
  • Elaborare politiche che riguardino o includano la diversità culturale, sulla base della Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale dell’UNESCO (2001).
  • Sorvegliare sulla effettiva applicazione degli accordi legali internazionali sulla conservazione della biodiversità, in particolare la Convenzione sulla diversità biologica (CBD) e il Trattato internazionale sulle risorse genetiche vegetali per il cibo e l’agricoltura (ITPGRFA).
  • Elaborare sistemi che obblighino i privati ad impegnarsi per la conservazione della biodiversità, con possibilità di sanzioni in caso di mancato rispetto degli impegni o di danneggiamento della biodiversità.
  • Rivedere gli accordi multilaterali della WTO sui diritti di proprietà intellettuale in rapporto al commercio (TRIPS), in primo luogo il diritto di tutti i Paesi a escludere piante e animali dalla brevettabilità.
  • Rafforzare i diritti relativi alla terra, in particolare per i popoli indigeni e i Paesi in via di sviluppo.
  • Conferire potere agli agricoltori e alle loro comunità (art. 9 del Farmers’ Right dell’ITPGRFA).
  • Fornire assistenza legale, tecnica e scientifica agli agricoltori e alle loro comunità, organizzazioni, governi e altri attori interessati nei Paesi in via di sviluppo, adattando le tecnologie alle condizioni socioeconomiche e ambientali locali.
  • Applicare i diritti delle donne e delle comunità indigene.
  • Aumentare gli stanziamenti per la conservazione della biodiversità, le energie rinnovabili e l’agricoltura biologica e abolire gli incentivi all’agricoltura intensiva convenzionale.
  • Promuovere un turismo ecologico e sostenibile.
  • Promuovere la pesca sostenibile e le pratiche dell’acquacoltura sostenibile.
  • Collegare la biodiversità alla sicurezza alimentare e ai problemi del cambiamento climatico (ossia seguire quanto detto nella Framework Convention on Climate Change dell’ONU).
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