Normativa - Regione Piemonte
In attuazione della Legge 1° dicembre 2015, n. 194 “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” la Regione Piemonte si è dotata di un Nucleo di valutazione (NdV) delle domande di iscrizione all'Anagrafe della biodiversità di interesse agricolo e alimentare.
In attuazione della Legge 1° dicembre 2015, n. 194 “Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare” la Regione Piemonte si è dotata di un Nucleo che risponde ai bandi pubblici annuali, presentando al Ministero la propria progettualità a tutela della biodiversità di interesse agricolo e alimentare con i progetti Germonte (GERmoplasma del PieMONTE), svolti da tutti gli Enti di ricerca, presenti sul territorio regionale, che operano in materia di caratterizzazione, conservazione e valorizzazione dell'agrobiodiversità.
La conclusione di ogni progetto Germonte coincide con la Giornata nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, istituita dall'art. 14 della L. 194/2015 nel 20 maggio di ogni anno, durante la quale vengono presentati pubblicamente i risultati ottenuti dai progetti.
Normativa - Italia
L’Italia è centro di origine e diversità di numerosi generi di piante e di razze animali grazie soprattutto alla sua posizione geografica, al centro del Mediterraneo, alla sua orografia molto varia e alla sua ricchezza culturale.
Legge Nazionale 194/2015 – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare
Dal 2015, con la L. 194/2015, anche a livello nazionale è stato istituito un sistema di tutela e valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare che non si sostituisce a quelli regionali, ma si affianca ad essi, valorizzandone il lavoro sin qui svolto. La 194/2015 ha chiarito a livello nazionale alcuni aspetti rilevanti della tutela della Biodiversità di Interesse Agrario ed istituisce, per la prima volta in Italia:
Legge Nazionale 194/2015 – Disposizioni per la tutela e la valorizzazione della biodiversità di interesse agricolo e alimentare
Linee guida per la conservazione e la caratterizzazione della biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse per l'agricoltura
Il 24 luglio 2012 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 171 il decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali concernente l'adozione delle Linee guida nazionali per la conservazione in-situ, on-farm ed ex-situ, della biodiversità vegetale, animale e microbica di interesse agrario.
Si tratta di tre distinti manuali, indirizzati alle Regioni/PPAA ed ai loro tecnici, da utilizzare come supporto alla realizzazione di azioni in favore della biodiversità agraria attraverso metodologie comuni, standardizzate e condivise.
Tutti i documenti relativi al PNBA sono consultabili
Piano Nazionale sulla biodiversità di interesse agricolo (PNBA)
Nel 2008 il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, di concerto con le Regioni, ha approvato il Piano Nazionale sulla Biodiversità di interesse agrario.
Il Piano dà avvio ad una strategia di lungo termine volta al coordinamento delle iniziative che vengono portate avanti da Regioni, Province, soggetti scientifici (CRA, CNR, Università) e Ministero in cui Stato ed Enti locali si impegnano, ognuno secondo le proprie competenze, alla preservazione ed alla valorizzazione delle risorse genetiche per l’alimentazione e l’agricoltura.
Ratifica ed esecuzione del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura
La Ratifica ed esecuzione del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura, adottato dalla trentunesima riunione della Conferenza della FAO a Roma il 3 novembre 2001. Di particolare importanza l’art. 3, che di fatto demanda alle Regioni l’adempimento del Trattato.
Normativa - Europa
Strategia europea per la biodiversità per il 2030
Nell’ambito del Green Deal europeo, la strategia sulla biodiversità per il 2030 è il piano dell’UE per riportare la biodiversità sulla via della ripresa entro il 2030. Contiene impegni e azioni specifici per proteggere la natura e invertire il degrado degli ecosistemi, basandosi sulle leggi esistenti sulla natura.
Nel contesto post-COVID-19, la strategia mira a rafforzare la resilienza delle nostre società alle minacce future come:
Regolamento Europeo
Il Regolamento Europeo istituisce un programma comunitario concernente la conservazione, la caratterizzazione, la raccolta e l’utilizzazione delle risorse genetiche in agricoltura e che abroga il regolamento (CE) n. 1497/94.
Regolamento (CE) N. 870/2004 DEL CONSIGLIO del 24 aprile 2004
Normativa - Internazionale
Data la forte interdipendenza dei Paesi in fatto di risorse genetiche, la cooperazione internazionale in questo campo non è un’opzione, ma un obbligo.
Questa cooperazione è sfociata nei negoziati intergovernativi giuridicamente vincolanti per gli Stati che lo hanno ratificato.
La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD)
La Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD) è stata firmata dalla Comunità e da tutti gli Stati membri nel corso della Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente e lo sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro dal 3 al 14 giugno 1992. La Convenzione, testo fondante di tutti i trattati e le normative che in materia si sono susseguiti da allora, affronta per la prima volta non solo il problema della conservazione della diversità biologica, ma anche l’utilizzazione durevole dei suoi elementi e la ripartizione giusta ed equa dei vantaggi derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche, mediante, tra l’altro, un accesso adeguato alle risorse e il trasferimento opportuno delle tecnologie pertinenti, tenendo conto di tutti i diritti su tali risorse e tecnologie, e mediante finanziamenti adeguati.
Il Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione l’Agricoltura
Nel 2001 la FAO emana, in osservanza alle raccomandazioni della CBD, il Trattato Internazionale sulle Risorse Fitogenetiche per l’Alimentazione l’Agricoltura, in cui l’attenzione si focalizza particolarmente sull’uso sostenibile delle risorse genetiche e sui meccanismi di accesso.
Protocollo di Nagoya
Il Protocollo di Nagoya è uno strumento internazionale adottato dalla Conferenza delle Parti della CBD nel corso della sua X Riunione, il 29 ottobre 2010 a Nagoya. Nasce allo scopo di favorire da un lato l’accesso alle risorse genetiche e alle conoscenze tradizionali, e dall’altro la giusta ed equa ripartizione dei vantaggi con il paese fornitore e le comunità indigene e locali. Il suo ambizioso obiettivo è quello di rappresentare un possibile anello di congiunzione tra le politiche per la conservazione della biodiversità e quelle per la lotta alla povertà. Esso, infatti, garantendo ai Paesi che dispongono di una ricca biodiversità la ripartizione dei benefici derivanti dall’utilizzo delle risorse, li incoraggia a preservare questa inestimabile ricchezza