Biodiversità - Agricola Piemonte


Bianchetto di Saluzzo

Specie Botanica

Vitis vinifera L. subsp. vinifera


Cenni storici

Il primo a citare un ‘Bianchèt’ o ‘Bianchetta’ nel Saluzzese è Eandi (1835). Di Rovasenda, nel suo Saggio (1877) lo cita indicandolo differente dall’omonimo coltivato a Sciolze (TO). Lo stesso vitigno saluzzese è descritto da Arrigo (1910) ed entrambe queste fonti lo delineano come ben corrispondente alla varietà attuale.


Caratteristiche

Germoglio: apice verde-biancastro con sfumature carminate, lanuginoso. Foglioline apicali di colore bianco giallastro, lanuginose superiormente e cotonose inferiormente.

Foglia adulta: di dimensioni medio-piccole, da pentagonale ad orbicolare, trilobata o pentalobata; seno peziolare a lira, con fondo ad U, chiuso, raramente sguarnito da un lato; seni laterali superiori

chiusi, talvolta con un dente. Lembo con bollosità scarsa, nervature verdi o punto peziolare appena rosato.

Denti di dimensioni e lunghezza medie, c onvessi. Pagina inferiore poco lanuginosa e nervature appena ruvide.

Grappolo a maturità: medio-piccolo, di forma cilindrica tronca; spesso presenta una grande ala peduncolata, ed è piuttosto compatto; peduncolo corto, verde rosato.

Acino: medio-piccolo, rotondo o debolmente ellittico. Buccia spessa e carnosa, di colore giallo chiaro verdastro. Polpa di sapore gradevole ed equilibrato. Di vigoria medio-elevata, ha fertilità media, più ridotta

sulle gemme basali.


Area di produzione

Non è noto se, al di là delle piante conservate ex-situ, il vitigno sia ancora presente nei vigneti marginali del Saluzzese.

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