Biodiversità - Agricola Piemonte


Baratuciàt

Specie Botanica

Vitis vinifera L. subsp. vinifera


Cenni storici

La prima e unica prova della sua presenza nell’area compresa tra la Bassa Valle di Susa e la pianura limitrofa risale alla fine del 1800 (Di Rovasenda, 1877), quando viene citato un Berlon ‘d ciat bianco coltivato in piccole proporzioni nel comune di Villarbasse.

Oltre che presente nei vigneti della zona, piante di Baratuciàt erano allevate a pergola accanto alle case per l’uso familiare di uva da mensa e da serbo.


Caratteristiche

Germoglio: apice bianco giallastro, cotonoso; foglioline giallo dorate inferiormente lanuginose.

Foglia adulta: di medie dimensioni, da cuneiforme a pentagonale con 3 o 5 lobi; seno peziolare mediamente aperto a V, seni laterali stretti a U; lembo con profilo a coppa, inferiormente aracnoideo con nervature debolmente setolose.

Grappolo a maturità: medio o medio-piccolo, conico o cilindrico generalmente senza ali, piuttosto compatto.

Acino: di medie dimensioni, ellissoidale, con buccia di medio spessore di colore giallo verdastro dorato a maturità, molto pruinosa; polpa succosa, di gusto appena erbaceo con sentori fruttati.

È un vitigno molto vigoroso di media produttività, che richiede potatura lunga. Non è soggetto agli attacchi di parassiti fungini ma è più sensibile di altre cultivar alle fitoplasmosi. I vini, oltre ad una ottima acidità, presentano una gamma aromatica variegata e molto originale che va preservata controllando la maturazione delle uve e usando adeguate tecniche di vinificazione


Area di produzione

Del Baratuciàt fino ad una quindicina di anni esistevano solo poche piante nell’area di coltura storica. Dopo la sua autorizzazione alla coltura nella regione, dato l’interesse suscitato dalla qualità del vino, nuovi impianti in Alta Valle di Susa, Langhe e Monferrato occupano oggi quasi una ventina di ettari.

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