Biodiversità - Agricola Piemonte
Specie Botanica
Prunus avium L.
Cenni storici
Trattasi probabilmente di ecotipo locale originatosi da seme e selezionato dai produttori della zona di Garbagna (AL).
Un tempo diffusa a Garbagna, in tutti i comuni della Val Curone, Val Grue e in parte della Val Borbera.
La produzione era di 5 mila quintali nel 1981, ma nei primi anni 2000 era scesa a 40 quintali perché la Bella di Garbagna è stata sostituita da cultivar di recente costituzione.
Caratteristiche morfologiche
Pianta di portamento espanso e vigoria elevata.
Foglie: foglie di forma ellittica, di medie dimensioni (lunghezza 12,4 cm; larghezza 5,5 cm) e margine seghettato.
Fiori: fiori riuniti in mazzetti di 2-3 per gemma, con petali di forma ovale e peduncolo lungo mediamente 2,5 cm.
Frutto: frutto di medie dimensioni (6,9 g), forma depressa, peduncolo corto (36,5 mm).
Colore: colore della buccia rosso scuro, colore della polpa rosa-rosso, Consistenza: di media consistenza e succosità, semiaderente al nòcciolo.
Nòcciolo: Caratteri medi del nòcciolo peso (0,23 g); dimensioni (altezza 10,7 mm, larghezza 8,1 mm, spessore 6,6 mm).
Caratteristiche agronomiche
Caratteristiche tecniche-organolettiche
La Bella di Garbagna è adatta al consumo diretto ma è utilizzata anche come "ciresa" da spirito, dolce e croccante, poiché si conserva bene nell’alcol, senza sfaldarsi, mantenendo consistenza e sapore.
È ideale come ripieno per i Boeri e infatti un tempo era ricercatissima per questo scopo. È ottima anche sotto forma di confettura, oppure come materia prima per la produzione di liquori. Presenta una buona resistenza alle manipolazioni e una limitata sensibilità allo spacco (0-5%). Sapore buono e dolce.
Analisi chimiche: grado zuccherino 18°Brix; pH 3,97; acidità titolabile 146 meq/L.
Areale di produzione
Garbagna (AL) e comuni limitrofi.
NOTE
Presidio Slow Food sostenuto da Comune di Garbagna e Comunità Montana Terre di Giarolo
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